martedì 26 febbraio 2019

[Lettera 5 dal Guatemala]


Alcune riflessioni stimolato da Andrea
Qui in Guatemala sto bene e come sempre passarci una settimana o poco più mi serve per riposarmi sia fisicamente che mentalmente anche se poi in questo ultimo viaggio i primi quattro giorni sono stati abbastanza impegnativi: sveglia molto presto, tanti km in macchina, poco cibo perchè non sono abituato, al mattino, a mangiare cotiche di maiale (chicarrones) fritta, fagioli, hamburger. Al massimo uova e fagioli ma una mattina, non tutte. Può sembrare strano ma mi rilasso facendo quello che mi piace: leggo, cerco di capire cosa è meglio fare imparando ascoltando gli altri e poi ogni viaggio vale la pena farlo in questa terra stupenda piena di risorse che scopro ogni volta che ci vengo. Vi invito a pensarci, in un futuro prossimo, ad un viaggio sia per vedere quello che stiamo facendo che per fare turismo. Qui ci sono cose che almeno una volta nella vita bisogna vedere. Noi di Ains onlus inviamo 4 mila euro ogni mese. Alvaro, investe del suo stipendio, circa il 40-50%. Altre entrate sono: 1. Università PanAmericana per 10 mesi all'anno per l'affitto dei locali: 1500 quetzales al mese (poco più di 150 euro) 2.Farmacia: si può quantificare un guadagno pulito di 400 qtz al mese (poco più di 40 euro) 3. Tienda (piccolo negozietto): 800 qtz. al mese (poco più di 80 euro) di utile 4.Sostegni scolastici: Ci sono 6 padrini, sostenitori, guatemaltechi, che hanno deciso di sostenere mensilmente con una quota, un bambino per un'entrata mensile di 400 qtz (poco più di 40 euro) 5. Personale del Comedor: ogni mese il personale del Comedor autofinanzia la struttura donando 25 qtz (poco più di 2,5 euro) del proprio salario  per un totale di 225 qtz (poco più di 25 euro)  6. Booking: attraverso l'affitto delle stanze interne al Comedor ai viandanti che ne fanno richiesta, c'è un'entrata mensile di 300 qtz (poco più di 30 euro) 7. Vendita cibo agli studenti Universitari: mensilmente c'è un utile di 300 qtz (poco più di 30 euro). Non si è in grado di quantificare l'utile della vendita del cibo comprato dai 10 ragazzi/studenti che frequentano il Collegio Tecnologico Solidale da poco partito perchè è ancora troppo presto. Sicuro è che comunque comprano. Ci sono poi delle entrate dovute alla vendita di materiale donato (vestiti, scarpe, cibo,ecc.) non ancora quantificabile. E poi le entrate delle quote mensili dei 10 studenti del Collegio Tecnologico Solidale quantificabili in 1500 qtz (poco più di 150 euro). Per ultimo le entrate relative alla quota mensile che ogni mamma dei 40 bambini paga per mandare il bambino al Comedor quantificabile (200 quetzales al mese poco più di 20 euro).

Calcolato tutto abbiamo un totale di 6.425 qtz (poco più di 650 euro al mese). Non quantificabile ( ma c'è) il numero di ore di volontariato che le mamme e il personale fa all'interno della struttura. Questo in linea di massima quello che si fa con relative entrate.Non è poco ma è ancora insufficiente per arrivare ad un autofinanziamento. Poco a poco, però, siamo fiduciosi e continuiamo a lavorare. Se pensiamo a tutto quello che è stato fatto in soli sei anni, beh, non è male!!!!! Per quanto riguarda la ricerca di altre opportunità di autofinanziamento, ho parlato ad Alvaro delle tue idee. 1. Apertura della cucina ad esterni: difficile perchè non c'è la cultura del cibo come l'abbiamo noi in Italia. Cibo di qualità e di un certo tipo naturalmente. E' molto forte invece la cultura del cibo spazzatura (McDonald's, BurgerKing, Pollo Campero, Pizza Hut). 2. Santa Gertrudis, la baraccopoli dove c'è il Comedor è da vedere: non c'è nulla e quel poco che c'è è baracche, Insomma, il nulla compreso nessuna occasione di lavoro o di impresa. Gli unici laboratori presenti sono i meccanici d'auto, chi aggiusta le gomme e tanti piccoli spazi, quasi sempre senza permessi, dove la gente vende cibo. Aprire un laboratorio di falegnameria, per esempio, potrebbe essere interessante se si creassero oggetti veramente di qualità con commesse da parte di qualcuno che ci crede e vuole aprire un mercato. Il terreno per coltivare ci sarebbe all'interno di quello comprato e recintato. Anche qui, ci vorrebbe qualcuno che lo seguisse investendoci tempo e denaro. L'idea di Alvaro è quello comunque di fare un orto per auto produzione interna e già sono stati piantati alberi di limoni, mango, papaya e mais che stanno iniziando a dare i frutti. Però, poco a poco, un passo alla volta sono, siamo convinti, che i risultati arriveranno perchè ci sembra che stiamo percorrendo la strada giusta. Concludo ringraziandoti degli stimoli e delle riflessioni invitandoti a programmare per il prossimo futuro un viaggio in Guatemala, anche di una settimana, per conoscere e vedere ciò che abbiamo, tutti ,messo in piedi e dicendo che, in questo momento ciò che mi manca, parlo per me, è una visione imprenditoriale del progetto. Mi spiego meglio: mi sembra che ci siano tutte le condizioni per creare qualche cosa che ci possa  permettere di autofinanziarci. Mi manca un'idea di impresa e mi piacerebbe imparare.

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